Soleà

Pietro Bonelli Group
Saltare da uno stile all’altro, alternando contaminazioni e sfruttando l’enorme versatilità dello strumento, elettrico e acustico: sembra essere il comune denominatore di molti chitarristi di jazz contemporanei. E’ certo il caso di Pietro Bonelli, così come risulta da questo suo album, Soleà.

Latin Jazz, un pizzico di flamenco, modiche quantità di Santana, un assaggio di bossa nova. E proprio le atmosfere da bossa nova di Bianco Opaco, brano scritto da Ezio Salfa, sembrano essere il territorio nel quale Bonelli si esprime al meglio.

Il lavoro è impreziosito dagli interventi della vocalist Barbara Boffelli e dal discograficamente onnipresente Fabrizio Bosso che, al solito, è fenomenale.

Quella di Bonelli è una musica che certo trasmette energia positiva e riesce davvero a evocare calde atmosfere e immagini solari, così come suggerito dalle note di copertina, oltre che dal titolo dell’album. Dovendo descriverla con un unico aggettivo, verrebbe da dire “ammiccante”. Forse anche troppo. (FU) – da JAZZIT

Vi ho già parlato in varie occasioni di Pietro Bonelli, ottimo chitarrista jazz ed attivo insegnante dell’Istituto Vittadini. Questa volta vorrei parlarvi del suo nuovo CD Soleà.

Ogni volta che devo recensire un album di un chitarrista mi accosto al prodotto con il timore (spesso giustificato) di trovarmi di fronte ad uno sfoggio di tecnica, mascherato da una serie di titoli che nascondono solo temi da improvvisazione. Per fortuna, questa volta, i miei timori sono stati ingiustificati.

Innanzi tutto (le copertine, se lette con attenzione, sono spesso esaustive sul contenuto) il disco è accreditato al Pietro Bonelli Group e non al solo chitarrista, e questo la dice lunga sul fatto che a tutti i componenti del gruppo è stata data pari opportunità di espressione (e anche di composizione, visto che sia Zara che Salfa firmano un brano a testa e il primo anche uno a due mani con Bonelli).

Musicisti di pregio, quelli che accompagnano Pietro Bonelli in questo disco: Mario Zara alle tastiere, Ezio Salfa al basso, Giorgio Di Tullio alla batteria, Luis Casih alle percussioni e, in veste di ospiti, Fabrizio Bosso alla tromba e Barbara Boffelli alla voce.

Album corale, quindi, questo Soleà in cui non solo il titolo rimanda a pigre giornate di sole, ma la maggior parte delle atmosfere evocate dai vari brani, tende a riportare l’indolenza languida di assolate spiagge e fantasmagorici tramonti.

Se nelle parti elettriche Bonelli può ricordare il Metheny più descrittivo, con l’acustica mantiene un sapore mediterraneo distintivo.

Come dicevo all’inizio, privi di ogni eccesso virtuosistico, i brani dell’album scorrono piacevoli e perfetti (sotto il profilo esecutivo) assumendo quella funzione descrittiva che (credo…) sia la caratteristica cercata dall’autore.

Unici due brani “fuori registro” sono The Colour Of Your Eyes e Choose Your Place che, pur belli, presentano una rarefazione eccessiva che frammenta il tessuto omogeneo del disco. Tra le migliori, Listening To You (che apre l’album), Bianco Opaco, Quiet & Passion e Urban Gipsy che troviamo in ben due versioni, entrambe affascinanti.
Non perdete l’occasione di ascoltarlo in concerto.

Furio Sollazzi

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